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Storie di vita



al parcheggio

L'altra sera sono andato con la macchina nel parcheggio antistante la stazione. Su internet avevo, infatti, appreso che era una zona frequentata da scambisti ed esibizionista. Avevo proprio voglia di evadere, sperando in qualche incontro piccante.
Le speranze di trovare qualche signora disponibile e procace erano basse, ma magari - pensavo io mentre mi avvicinavo al parcheggio - una coppia, anche sgangherata, l'avrei trovata.
Sono rimasto appostato per oltre un'ora, e di tanto in tanto passavano delle macchine con uomini singoli a bordo. Facevano due giri del parcheggio e poi o andavano via, oppure mi puntavano. Disgustato al solo pensiero di farmi approcciare da depravati o omosessuali, accendevo i fari e mi spostavo.
Dopo un pò, avendo compreso che non era il posto adatto per me, ho deciso di andarmene e di rincasare. La voglia del sesso stava però crescendo, una voglia irrefrenabile. I pantaloni incominciavano a gonfiarsi e la salivazione aumentava. Casualmente mi imbatto lungo un viale frequentato da giovani prostitute straniere. No, ho pensato, non ne vale la pena, cinque minuti di sesso a pagamento non sarebbe servito a nulla, non avrebbe calmato la mia voglia irrefrenabile.
Decisi così ti tornare al parcheggio, l'ultimo tentativo. Lì al mio arrivo c'era già una macchina piazzata con una copia d'età avanzata, sulla cinquantina. Lui con i capelli grigi ed una corporatura abbondante. La Signora era discreta, di qualche anno più giovane, occhiali da insegnante in pensione, una maglietta gialla che copriva due seni abbastanza grossi, un pò calanti, ma insomma la Signora aveva la mercanzia a disposizione. Lì a quel punto la timidezza mi ha bloccato. Non avevo il coraggio di approcciare, di avvicinarmi, non sapevo che fare. Sono uscito dalla macchina a fumarmi una sigaretta, per guadagnare tempo, per non dare nell'occhio. Nel frattempo gli osservavo, per scrutare un segnale, una loro reazione, capire se c'era disponibilità da parte loro ovvero capire che avevo preso un granchio. Niente, non si muovevano, chiacchieravano tra di loro.
Alla fine l'eccitazione, la voglia di evadere, l'adrenalina che mi faceva vibrare i polsi ha preso il sopravvento. Mi sono avvicinato, tremando e con un imbarazzo sempre più forte. Ora cosa dirò, cosa farò?
A due metri da loro, la signora spalanca la portiera e mi sorride:"buonasera giovanotto, è in difficoltà con la macchina, ha bisogno di aiuto?" Colto alla sprovvista ho risposto con la prima frase che mi è venuta in mente:"a dire il vero no, sto aspettando una persona che deve venire dall'autostrada, ho pensato che foste qui anche voi per un motivo analogo e così mi sono detto, per ingannare l'attesa, magari vogliono fare due chiacchere". Da lì è nata una breve conversazione. La Signora era disinvolta, ma manteneva un tono dal quale non si comprendeva cosa facessero, ed io non sapevo che fare. Il marito o comunque il signore che l'accompagnava non diceva, invece, una parola. Ad un certo punto mi ha inviato a salire nella loro macchina. E lì, piano piano, la Signora ha incominciato con dei modesti apprezzamenti: "che bella camicia, se posso chiedere, in che negozio si veste, vorrei comprare qualcosa di simile per mio marito, certo che a lei calza bene, chissà se starà bene anche a lui". Così ho preso coraggio anch'io, piano piano e ad un certo punto - o la va o la spacca ho pensato - guardo la signora dritta negli occhi e le dico:"signora anche Lei è vestita molto bene". Sicché, piacevolmente sorpresa, mentre il marito rideva di gusto:"me se si veste al mercato", ho fatto un'ulteriore passo avanti, risolutivo:"certo svestita deve essere ancora meglio, lei è fortunato ad avere una moglie così bella". A quel punto la signora, un pò per schernirsi, ha incominciato a toccarmi le spalle, quasi per liquidare le mie avance:" ma cosa dici, potrei essere Tua madre", intanto però da dietro il sedile mi sfiorava le cosce. Nel frattempo il marito non reagiva, continuava a ridere, forse compiaciuto del fatto che apprezzavo sua moglie. Ho però capito che si poteva continuare. Ho quindi palesato le mie attenzioni ed ho incominciato ad accarezzare la signora sulle spalle, poi sui fianchi...lei non diceva nulla, lasciava fare. Così ho incominciato a toccarle i seni, vediamo cosa succede..."ma cosa fai, mario il giovanatto mi sta toccando". Lì oramai si erano aperte le danze, il marito si è subito aperto la patta dei pantaloni, costringendo la moglie a piegarsi in avanti verso di lui. Ed io toccavo, massaggiavo. Poi è arrivato il mio turno, mi ha preso l'uccello con la mano e con l'altro mi grattava i coglioni. Che bello! Con la bocca mi baciava la cappella,sempre più giù, sempre più forte. Ho resistito davvero poco, mi sono lasciato andare e le sono venuto in bocca. Poi siamo andati a casa loro, una notte da non dimenticare....

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I vostri commenti
Da: stef
Data: 24/07/2012 alle 14.47.33
Messaggio: ma che parcheggio è? vorrei provare anche io

Da: DRAKE
Data: 26/07/2012 alle 16.58.13
Messaggio:

Da: pallino
Data: 26/07/2012 alle 17.21.16
Messaggio: I casi sono due, sei depravato anche Tu ed altro che signora cercavi, oppure è la solita storiella riciclata. Al giorno d'oggi nei parcheggi ci sono soltanto i culattoni

Da: hersonniso
Data: 27/07/2012 alle 17.13.04
Messaggio: Io ai parcheggi vado a fare dell'altro, e secondo me anche Tu. Se mi chiami possiamo organizzarci.

Da: el pampa74
Data: 27/07/2012 alle 17.13.51
Messaggio: Cara Stef, è quello dietro il cimitero a TN

Da: dan
Data: 30/07/2012 alle 0.23.17
Messaggio: ehi hersonnino potrebbe interessare a me quello che fai nei parcheggi..

Da: hersonnino
Data: 31/07/2012 alle 9.12.36
Messaggio: Caro Dan, magari ci siamo già incontrati

Da: dan
Data: 01/08/2012 alle 22.41.32
Messaggio: bhe sono un tipo riservato e fidanzato con donna..quindi nn penso..pero'hersonn ti potrei far divertire..e molto..usandomi..

Da: cometumivuoi
Data: 04/08/2012 alle 0.31.37
Messaggio: io sono sposato, ti farei impazzire io ieccandoti tutto e facendoti godere più volte.poi vrderti chiavare con lei mentre io mi sego. chissà che non ci incontreremo


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