• Pubblicata il:
  • Autore: NICOLETTA
  • Categoria: Racconti etero
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18 ANNI

sono arrivata alla veneranda età di sessant'anni, è il momento di fare un bilancio della mia vita che definirei decisamente non monotona, ho conosciuto molte persone e visitato molti luoghi e, ancora molto devo vedere e fare ma, voglio raccontare un po' di me.

Sono nata a Torino, figlia di genitori immigrati, nel 1955, dopo poco, però, i miei si sono trasferiti a Milano ed è lì che incomincia la mia storia :
Siamo nel 1983, ho appena compiuto 18 anni ma ho poco tempo per festeggiare, quest'anno ho gli esami di maturità, molto da studiare e poco tempo libero; ma sto divagando, comincio col descrivermi, sono alta 1 metro e settanta, bionda e porto i capelli lunghi, mio padre mi ucciderebbe se li tagliassi, occhi azzurri presi dalla mamma, peso 57 kg e mi tengo in forma facendo molta ginnastica e seguendo una dieta sana, anche questo merito della mamma.
Quest'anno mi diplomerò come geometra, sono una delle poche ragazze della scuola, tutti maschi e, per la maggior parte, parecchio allupati, devo dire però che i ragazzi della mia età non mi attirano molto e, nonostante abbia ricevuto parecchie proposte, non ho ancora un ragazzo.
Per andare a scuola uso, normalmente il mio ciao rosso ma, quando piove o fa freddo, devo prendere il tram : il numero 24.
Abitiamo in una quartiere periferico : Vigentino, i miei, dopo anni di sacrifici hanno acquistato un appartamento in un condominio costruito da poco e devo dire molto bello, però la mia scuola è in centro, in piazza della Vetra e, per arrivarci devo fare circa mezz'ora di viaggio in tram e, nell'orario di punta è sempre strapieno; comunque, tornando a noi, era una mattina di maggio, non ricordo il giorno esatto, ma il tempo non era dei migliori, piovicchiava e decisi di andare a scuola in tram.
Mi ero vestita, come sempre facevo, in modo casual mini di jeans, stivali El Charro, camicetta bianca ed un maglioncino leggero di cotone, il mio solito tascapane, comprato alla fiera di senigallia con i libri ed un ombrello che odiavo ma che la mamma insisteva portassi.
Alle 7,15 il tram partì dal capolinea, era già pieno ma non troppo, io come al solito mi misi in fondo, in piedi, vicino al finestrino; ad ogni fermata salivano nuove persone ed io venivo spinta sempre più contro il vetro, fino a quando, praticamente, non riuscii più a muovermi, avevamo fatto solo 4 fermate e la strada era ancora lunga, io scendevo in piazza Missori.
Ecco che mentre sono schiacciata contro il finestrino sento una mano che mi tocca il sedere, resto immobile, non riesco a reagire, oltre che la sorpresa, non mi è mai successo, ho proprio paura, non riesco neppure a parlare, vorrei urlare ma dalla bocca non esce alcun grido; sento che la mano si insinua sotto la mia mini, e fredda contro la mia pelle, adesso riesco a muovermi un po', faccio per girare la testa ma un'altra mano dietro sul collo me lo impedisce, intanto le dita hanno superato l'ostacolo delle mie mutandine ed hanno raggiunto la mia passerina.
Sono ferme, forse il mio compagno di viaggio è sorpreso dal fatto che sono depilata, un giorno ho trovato in camera di mio fratello una rivista pornografica e hoi visto che molte ragazze erano completamente depilate, allora ho preso la schiuma da barba di papà ed un rasoio bic nuovo e mi sono depilata anch'io, l'errore è che ho usato anche il suo dopobarba dopo, un bruciore che non vi dico; comunque passata la sorpresa la mano ricomincia a muoversi, un dito forte si insinua tra le mie grandi labbra ed accarezza la mia clitoride.
Mi sono data piacere molte volte, anche se non ho avuto ancora alcun rapporto sessuale, mi piace molto accarezzarmi, ma non l'ho mai fatto fare a nessun'altro, sento che sono bagnatissima, anche lui se ne accorge e mi sussurra all'orecchio "porcellina, allora ti piace eh?" , adesso non cerco più di muovermi o di girarmi, mi tremano le gambe per il piacere che sto provando grazie a quelle dita che mi accarezzano ora dolcemente ora più rudemente, ora il fiato mi uscirebbe ma devo mordermi le labbra per non urlare il mio piacere, l'orgasmo arriva forte e liberatorio e, con lui la mano che me l'ha dato scompare.
Le persone cominciano a scendere ed anch'io sono quasi alla mia fermata, mi giro e mi guardo intorno, non so neanch'io cosa cerco, uno sguardo, un cenno, non so chi possa essere il proprietario di quella mano. quando scendo dal tram, con le gambe che ancora mi tremano un po', mi dirigo verso la scuola ma non penso che oggi riuscirò a stare molto attenta in classe.
Oggi, quando ripenso a quel giorno, nonostante la mia età, la mia mano, automaticamente, si sposta lì e, credo, che quell'incontro sia stato rivelatore nella mia vera natura e del fatto che io adoro il sesso.
kiss, a presto.



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12/05/2015 05:25

Laoconte

Bel racconto Nicoletta però se nell'83 avevi 18 anni ora di sicuro non ne hai 60 ;-)

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