Atmosfere

Premetto innanzitutto che questa è una storia di pura fantasia.

Erano circa le sei del pomeriggio e l'istruttrice dell'acquagym stava per terminare gli ultimi esercizi. L'acqua attorno ai corpi delle ragazze fluttuava schizzandole sul costume aderente. Nella corsia vicino vi era Manuel, un ragazzo moro, spalle da nuotatore, alto e possedeva una bell'addome muscoloso. Costui era amico di una delle ragazze che facevano aquagym; lui la salutò e lei gli fece un cenno con la testa sorridendo. Lei si chiamava Giada e calzava un costume intero blu scuro che metteva in risalto le sue curve sensuali e pronunciate. Ad un certo punto la musica finì e Manuel si diresse verso Giada: osservava quel corpo magnifico, osservava l'acqua che correva lungo la scollatura del costume. Lui le chiese se aveva bisogno di un passaggio per tornare a casa e lei asserì.
Una volta fatta la doccia e rivestiti i due ragazzi uscirono dalla struttura e si diressero verso la macchina. Lei aveva un paio di anni in meno di lui che aveva 32 anni, salirono sull'abitacolo e sfrecciarono verso casa. Manuel però dentro di se aveva un piano, voleva a tutti i costi almeno darle un bacio e così, sulla strada verso casa, lui deviò la macchina in una zona deserta verso il bosco. Lei vide questo cambio di direzione ma non proferì parola. Una volta fermata l'auto Manuel si voltò, cercò di dire qualcosa ma lei, anticipandolo, gli mise le braccia intorno al collo, socchiuse gli occhi e lo baciò. Le loro labbra si unirono avide mentre le mani di Manuel si insinuavano sotto la maglietta di Giada che si lasciò toccare. Lei ad un tratto si tolse la maglietta ed i suoi seni prosperosi furono palesati a Manuel che si avventò sui seni cominciando a baciarli. Entrambi cominciarono a spogliarsi e rimasero completamente nudi. Lei appena vide il fallo di lui lo afferò tra le mani, era umido e scostando la pelle si mise sopra di esso facendosi penetrare. I loro corpi cominciarono ad ondeggiare all'unisono, le unghe di Giada graffiavano i pettorali di Manuel mentre lui delicatamente le afferrava la vita. Il menbro si approfondiva nel caldo fiore di lei che piano piano si apriva, si dilatava per permettere giungere negli anfratti più reconditi. Respiravano affannosamente e ad un tratto Giada inarcò la schiena e godette sotto i colpi incessanti. Ad un fiotto denso, e caldo di sperma la pervase facendola quasi svenire. Fu un pomeriggio indimenticabile per tutti e due.

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23/06/2015 17:21

Camillo 2

Gabriel, dici : bella storia RICCA di particolari, guarda, come critico letterario (6 1 0) sei uno zero, ossia NON VALI UN CAZZO. Ascoltami, limitati a leggere e star zitto, fai più bella figura. Ciao PIRLOTTONE !!!

18/06/2015 17:31

Gabriel

Di dove sei splendida racconta storie? Questa storia mi ha colpito molto, ben raccontata e molto ricca di particolari. Brava.

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