• Pubblicata il:
  • Autore: ALEX TOSATTI
  • Categoria: Racconti etero
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L'HO MONTATA DOPO 28 ANNI - parte prima

L'HO MONTATA DOPO 28 ANNI! - parte prima

Nel 1988, Monica C. era una delle più belle ragazze del paese. Naufragata una storia di due anni con un coetaneo, restava ostinatamente single e dava l'impressione di tirarsela. La corteggiavano in tanti e, naturalmente, anch'io. Si usciva il sabato e la domenica con tutta la compagnia di femmine senza cazzo e maschi senza figa. Le solite cose: cinema, cena in pizzeria, noiosissime escursioni al mare con tanto di pranzo vegetariano sulla spiaggia. Molti di noi maschietti ci andavano per un solo motivo, le gnocche più disinibite stavano tutto il giorno in topless. Inutile dire che Monica era tra queste ma, col senno del poi, posso dire che la sua sicurezza era solo apparente. Nonostante il grazioso sedere a mandolino, le tettotte sode e proporzionate, i fianchi larghi ed il viso stupendo, non si concedeva a nessuno. Magari ti dava un bacio con la lingua, ma tutto finiva lì.
Sono passati gli anni, io ho avuto le mie storie e lei le sue, sempre accompagnate da separazioni improvvise e depressioni.
L'ho rivista per puro caso in un ospedale della zona. Come me, era in sala di attesa ed aspettava l'apertura del reparto dopo la distribuzione della cena. Come me, aveva un parente da assistere.
A dire il vero, io non l'ho riconosciuta subito. Solo più tardi ho realizzato che fosse lei. Ovviamente anche lei non ha riconosciuto me o ha finto di farlo.
Il tempo non l'aveva risparmiata, anzi. Le sue tettotte sode erano diventate mammellone cadenti, il suo culetto a mandolino un oceano di cellulite, ma il viso era lo stesso, lo stesso stupendo viso di allora.
Del resto, nemmeno io ero più carino e snello come 25 anni prima.
L'ho rintracciata su Facebook e le ho mandato un msg: "Ciao Monica, sono Alex Tosatti, uscivamo con la compagnia del paese un quarto di secolo fa. Ti ho visto per caso all'ospedale di *********************, ma, data la triste situazione, non ho avuto il coraggio di parlarti. Mi piacerebbe rivederti e fare due chiacchiere sui vecchi tempi, posso venirti a trovare domani sera alle 21?" (tecnica del venditore integrata con tecnica del cuccatòre rassicurante. Proporre una data ed un orario vicini e definiti, niente "dimmi tu quando, fammi sapere giorno ed ora, ecc.", ed un luogo comodo e sicuro per il cliente, ovvero casa sua.)
Mi ha risposto il mattino dopo, dicendo che era depressa, in cassa integrazione, e che usciva solo per fare la spesa e per assistere il parente ospedalizzato. Allora le ho telefonato (abitava coi suoi) e, alla fine, ha accettato.
Mi sono presentato alle 21.15 (niente tecniche calcolate, sono un ritardatario cronico) con una bottiglia di prosecco fredda ed un piccolo cabaret di pasticcini (poco originale, lo ammetto). Lei mi ha aperto sorridendo, ci siamo baciati sulle guance e mi ha fatto accomodare sul divano del salotto. In casa non c'era nessuno.
CONTINUA

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