LE ZINNE DELLA ZINNONA

LE ZINNE DELLA ZINNONA Era sabato, un giorno qualunque di una settimana estiva in cui alloggiavo all'hotel a (Sabaudia) col resto della troupe, per girare un cinepanettone che doveva essere pronto a inizio dicembre. Faccio il cameraman, e di uomini e donne nude ne ho ripresi a centinaia, eppure... A meno di una decina di metri, di fronte alla mia finestra, c'era il balcone di una camera dove una donna brutta e piuttosto grassa prendeva regolarmente il sole, seduta e completamente nuda. Quello che mi colpì subito, furono le dimensioni smisurate del suo seno, che esibiva come un trofeo nel bel mezzo di un albergo pieno zeppo di finestre e altri balconi. Ma lei se ne fregava, anzi, probabilmente quel che voleva era proprio farsi vedere. Per giunta, dopo un po' allargò le gambe cominciando a toccarsi il pube e la vagina con una mano, mentre con l'altra si accarezzava i fianchi fino a sollevare le mammellone per succhiarsi i capezzoloni scuri e dritti. Erano così duri e grossi che ce potevi appendere i vestiti come in un attaccapanni! Contemporaneamente, iniziò a masturbarsi in modo frenetico, spostando la testa all'indietro la testa e spalancando la bocca. S'era sicuramente accorta che la stavo spiando e, ogni tanto, lanciava delle occhiate verso la mia finestra. Fu davvero eccitante. Scivolai anch'io con una mano verso il mio cazzo. Era già duro e, mentre la osservavo, imitai i suoi gesti e mi feci una sega sublime. Era un po' come far sesso con lei, ma senza essere lì. La sua mano e la mia raggiunsero il traguardo, mi sembrò di sentire la sua fregna morbida e calda, mentre massaggiavo su e giù la mia ceppa, dritta e pronta a tromba'. La sua masturbazione si fece più veloce, così come la mia. Stava scoppiando di piacere, il suo viso era tirato, la schiena piegata all'indietro, la sua mano si muoveva veloce, sempre più veloce, e anche la mia faceva lo stesso. Vidi addirittura del liquido vaginale che gocciolava sul terrazzo, e mi sembrò che la mano che mi massaggiava la ceppa non fosse la mia, ma la sua. E sono convinto che anche per lei fosse così. ll rumore delle auto che passavano sotto di noi, attutivano i suoi spasmi vocali, ma lo capivo dall'espressione della sua faccia. E' stata questione di attimi. Il sangue ha gonfiò ancora di più il mio membro, chiusi gli occhi sentendo lo sfogo di un piacere che mi ricordava l'adolescenza e poi il liquido che scorse attraversando la mia mano. Quando rialzai lo sguardo, lei non c'era più. Scomparsa, volatilizzata, evaporata... A convincermi che era stato tutto vero, restò solo una sedia vuota. Amareggiato e deluso, andai in bagno per fare una doccia. Dopo qualche minuto, mentre mi asciugavo, qualcuno bussò alla porta. Con l'asciugamano sui fianchi aprii la porta, ma non c'era nessuno. La busta conteneva un piccolo foglio: "Sono Gloria. Sto alla 122. Che ne dici di venirmi a trovare di persona? Sempre meglio che fare sesso dalla finestra, non trovi? Ciao."

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