• Pubblicata il:
  • Autore: ALEX TOSATTI
  • Categoria: Racconti etero
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SEI LA PIU' BELLA DEL MONDO (PER ME) - parte seconda

SEI LA PIU' BELLA DEL MONDO (PER ME) - parte seconda Siamo usciti insieme per quattro mesi senza penetrazioni, finchè una sera, dopo aver cenato in pizzeria, se ne uscì con: - Hai voglia di scoparmi? - Magari! Dissi io pensando ad uno dei suoi scherzi. Come spesso succedeva, eravamo sulla sua auto. Voleva sempre essere lei a guidare, sia la macchina che la nostra relazione. Si diresse decisa verso un casolare di campagna abbandonato in cui ci imboscavamo per fare sesso. Fermò il motore, accese la luce interna e mi guardò sorridendo. Ero ancora convinto che fosse una burla, ma c'era un che di malizioso nei suoi occhi. - Senti Alex, ma io ti piaccio davvero? Non sono mica Cindy Crawford... - Per me, sei la più bella del mondo. E ti ho già chiesto tante volte di fare coppia fissa, ma tu... Scoppiò in una fragorosa risata che evidenziò una volta di più le sue belle labbra ed i denti bianchi e regolari. - Tu mi piaci Alex, ma sei strano e non me la sento di avere un'altra storia, è troppo presto. Detto questo, senza se e senza ma, abbassò i nostri sedili, si tolse gonna e mutande e mi invitò a fare altrettanto. Il mio salsicciotto era già pronto ed impaziente di fare la conoscenza di quella figa così misteriosa. Mi baciò e si fece leccare il collo e le ascelle non depilate. Le piacevano quelle piccole tragressioni, si sentiva più femmina, più desiderata. Mi infilò un preservativo (ce li aveva lei!) sulla cappella stringendo il serbatoio e lo srotolò con delicatezza. Si mise a cavalcioni su di me e si introdusse il cazzo rigido senza problemi. Era bagnata, era eccitata, eppure non avevamo fatto praticamente niente. La vagina era tutto sommato piccola rispetto alla sua corporatura, ma il salsicciotto entrava come se fosse cosparsa di burro. Cinzia era alta e si piegava un po' in avanti per non sbattere la testa contro il tettuccio. Il suo petto mi ballava davanti, ma era coperto da una felpa nera. Misi le mani sul gancio del reggiseno e lo aprii, poi presi la felpa da sotto e la sollevai fino a levargliela. Non portava canotta o maglietta, era giovane e disinibita. - Sei proprio un porco! Disse lei sorridendo e scopandomi con un su e giù lento e prodondo. - E come faccio a non ciucciare le tue meravigliose tettone? - Ti piacciono, eh? Le mie mani si spostarono a palpare le mammellone ballonzolanti e cominciai a leccare e succhiare i capezzoli puntùti come un attaccapanni. Lei ansimava un po', le piaceva, ma sembrava lontana da un eventuale orgasmo, mentre io ci ero vicino. Abbandonai le tettone ed usai la mano sinistra per sfiorarle il clitoride durante le risalite, e la destra per infilarle una/due dita nel culo. Il suo ritmo aumentò, chiuse gli occhi ed il suo corpo vibrò per qualche secondo. Era o non era venuta? Se di orgasmo si trattava, non doveva essere stato un granchè. Io però non riuscivo a trattenermi oltre e sborrai così tanto che il serbatoio del profilattico sembrava un palloncino. - Si è rotto? Mormorò Cinzia. - No, tranquilla, è solo un po' pieno. - Ma tu sei venuta? - Eccome! Non te ne sei accorto? Non indagai. Forse era una donna con anorgasmia da penetrazione, forse fingeva, forse già quello, per lei, era un signor orgasmo. Nei mesi seguenti, scopammo ancora, io le chiesi ancora di metterci insieme e lei rifiutò ancora. Avevo bisogno di un legame fisso, ero carico come una molla e non fu difficile trovare altre occasioni. Quando trovai quella giusta, cessarono i nostri incontri di "amicizia sessuale". Ci siamo sentiti e visti alcune volte, senza cadere in tentazione. Dopo, inevitabilmente, è successo quello che cantava Renato Zero in "Spiagge". "Spiagge, dipinte in cartolina, ti scrivo, tu mi scrivi, poi torna tutto come primaaa...". Sono passati tanti e tanti anni da allora ma lei, anche adesso, ha un posto in prima fila nel mio cuore. FINE

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